THE ONE MAN BAND SHOW…E UNA STAGIONE IN SARDEGNA ALLE PORTE

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Michele Moi è un giovane artista e imprenditore che da qualche anno lavora durante la stagione estiva qui in Sardegna portando la sua musica e la sua simpatia tipicamente veneta tra le attività e i progetti locali.

Lo incontriamo in un centro Yoga mentre suona dal vivo in una performance in-house che lo vede in collaborazione con un’istruttrice locale e poi di nuovo lo incontriamo sempre con il suo violino elettrico durante una live nel locale di Jerry a di Razza di Juncu.

Allora Michele, come ti definiresti?
…divido il mio tempo, la mia vita in un certo senso tra organizzazione di eventi, suonare il mio strumento… il violino e la creazione di colonne sonore.

Quindi compositore, musicista e organizzatore di eventi?
Esattamente.

Quando ti è venuta in mente l’idea di mettere queste tre cose insieme e tirarne fuori un lavoro?
L’dea e’ venuta abbastanza da sola, mi è venuta con il tempo…ho iniziato a studiare musica molto presto, a cinque sei anni, poi a diciotto che sono gli anni delle crisi per tutti ho pensato di smettere, ho messo via lo strumento ma poi nel giro di due tre anni ho ripreso scrivendo colonne sonore. Con il tempo ci sono state delle trasformazioni.

Come hai iniziato?
Ho iniziato scrivendo colonne sonore per il teatro e per il circo-teatro, poi un giorno mi sono comprato un violino elettrico per divertirmi e ho fatto una serata con un amico DJ, e li è nata un’altra area lavorativa e performativa, andando avanti con gli anni ho iniziato seriamente con l’organizzazione degli eventi.

Cosa hanno in comune queste tre cose? 

Le tre cose si accomunano fortemente, lavorare nel teatro o meglio nello spettacolo adesso come adesso mi verrebbe da dire che è come emettere delle vibrazioni positive però per usare un altro termine significa trasmettere la gioia nelle persone che sono vicine. Tutte e tre queste attività per me hanno questa cosa in comune.

Per quanto riguarda il comporre colonne sonore, da quattro anni lavoro moltissimo con una compagnia belga che va in scena quasi ogni giorno con spettacoli per bambini dai due ai cinque anni di età e l’esperienza dello spettacolo per i più piccoli è un’esperienza formativa molto importante anche per rendersi conto di quello che è la sacralità dello spazio scenico.

Chi ha finanziato la tua formazione, la crescita…le prime esperienze?
Le prime cose, proprio le primissime cose quando ero piccolo piccolo ovviamente sono intervenuti i miei genitori e in particolar modo ho avuto la fortuna di avere un nonno che è stata una grande persona nella musica, è stato un grande studioso della musica classica.

Qual’è il suo nome?
Gianfranco Prato, poi dopo, sono sincero, a per via di quella che è stata l’educazione della mia famiglia mi sono sempre finanziato da solo. Ovviamente fino ai 17 anni sono sempre intervenuti i genitori in tante piccole cose, come cambiare le corde agli strumenti, comprare il violino, queste cose qui. Poi dopo, mentre studiavo: (Michele ha una laurea in lettere con indirizzo Storia del Teatro) lavoravo, facevo un lavoro che mi piaceva molto, ero un operaio sulla pista all’aereoporto di Venezia, caricavo le stive, come dire nel mio piccolo quando ho iniziato a comprare strumenti cioè all’età di venti ventidue anni ho sempre comprato di tasca mia con quello che ho guadagnato e ho sempre sempre reinvestito, reinvestito su progetti, (reinvestito) nelle mie decisioni come quella che ormai da cinque anni, quest’anno è il sesto, mi fa passare cinque mesi in Sardegna. Sono scelte mie, scelte che mi sono sempre finanziato da solo e che porto avanti. Penso che sia molto importante per il musicista mettersi nell’ordine delle idee di essere degli artigiani, artigiani dei sogni e come gli artigiani dobbiamo sempre investire in quelli che sono i sogni nostri da portare poi agli altri.

Le musiche le scrivo tra le pietre della Gallura durante estate.

Quando hai iniziato a guadagnare i primi soldi con questa attività? 

Ma guarda, mmmmmmmh lo scatto c’è stato quando ho iniziato ad usare il violino elettrico, perchè prima con le colonne sonore facevo una cosa più di nicchia con un pubblico apparentemente più limitato, con il violino elettrico ho abbracciato generi musicali più papabili un po’ più pop. L’elettro tango, la Lounge, per cui avevo in mano un prodotto che piaceva di più allora di conseguenza data anche la particolarità dello strumento ho iniziato subito a lavorare bene, ho iniziato subito ad ingranare anche con eventi privati perciò di conseguenza i primi soldini sono arrivati così, devo essere sincero nel mio piccolo sono stato fortunato perchè ho iniziato abbastanza presto. 

Quale è stato l’ostacolo più difficile che hai dovuto superare? 

La burocrazia. (Ride) Ogni volta che ci si mette in qualcosa di nuovo, ma anche gia iniziando a fare l’autore, devo dire la burocrazia oltre al fatto di studiare, creare, di comprarti gli strumenti devi nel contempo studiare per avere gli strumenti per poter portare avanti la tua professione, la burocrazia è importante, quella fiscale, quella per fare gli eventi, la burocrazia su come depositare un pezzo, come incassare i diritti, ecco quello dal mio punto di vista è il piccolo ostacolo quotidiano. Quando abbiamo iniziato con i SILENT EVENTS (Eventi musicali organizzati con le cuffie wireless) è stato un modo per superare ad esempio un certo tipo di burocrazia. Sarebbe stato impossibile far ballare delle persone in un luogo pubblico senza disturbare gli altri senza la tecnologia wireless.  

Quale è il tuo cavallo di battaglia? 

Come musicista: l’elettro tango. Dovrei ringraziare i Gotham Project perchè quegli album che hanno fatto ci stanno benissimo con il mio violino. Poi però dipende, comunque del mio set da musicista quella è la cosa più riconoscibile. Come compositore, direi la musica teatro per bambini, uso molto quei suoni metallici alti, triangoli, alcuni registi mi chiamano “Il signore dei campanellini”. Mentre come organizzatore di eventi proprio le Cuffie Wireless e quindi gli eventi Silent con la tecnologia wifii. Silent disco, concerti…installazioni luminotecniche, videomapping.